venerdì, gennaio 27, 2017

Madrid, Olé!



È finita anche questa trasferta che era cominciata nel peggiore dei modi, avendo dimenticato sull'aereo (!) il borsello con i soldi e tutti gli effetti personali: che testa! ("Mannacc' a capa toja..." mi rimbrotta spesso la mia collega Sandra). Invano ho tentato di recuperare quanto perduto reclamandolo in aereoporti al servizio clienti della compagnia aerea. Dell'oggetto non ne avevano notizia, mentre l'aereo... Quello ormai era già decollato nuovamente alla volta di Parigi o chissà dove. L'unica cosa da fare a quel punto è stata sporgere denuncia alla polizia e chiamare l'ambasciata per capire quale procedura seguire in vista del volo di ritorno in Italia. Detto, fatto.

Fortuna ha voluto che il poliziotto che ha seguito la mia pratica mi abbia instillato il dubbio... Possibile che chi ha ispezionato la cabina non abbia trovato assolutamente nulla? Nel dubbio spesso si nasconde la via, la chiave e la luce che sconfigge le tenebre piu' fitte. Ed infatti, recandomi fisicamente all'ufficio degli oggetti smarriti della compagnia ho ritrovato tutto: borsello, soldi ed effetti personali. Nonché un senso di sollievo vera pace e serenità.

Per il resto sono stati tre giorni bellissimi. In ufficio, giorno sono giorno ho guadagnato rispetto e simpatie. Mica solo io, anche gli altri miei colleghi italiani hanno fatto una gran bella figura, brillando per competenza e capacità critiche. Parentesi, noi italiani parliamo sempre male di noi stessi, ma quando ci confrontiamo con il resto d'Europa e perché no con il resto del mondo, non siamo poi così indietro come sembra. Anzi. Forse, se proprio vogliamo trovare un difetto, non sempre sappiamo vendere e comunicare bene quello che facciamo. Comunque, tornando al sottoscritto, ho fatto centro e per Febbraio ho vinto un altro viaggio, questa volta a Berlino: wow!

La sera ci siamo goduti la movida e la cucina dei ristoranti più cool della città, dal Sobrino de Botin (che è anche il ristorante con la più longeva attività ininterrotta del mondo - quasi 300 anni!), il mercato di San Miguel con le sue incredibili tapas, lo Zerain amato dai "locali" e Los Galayos praticamente attaccato a Plaza Mayor dove la paella è un'esperienza culinaria con pochi paragoni. Anche solo la foto di questo post fa venirel l'acquolina in bocca... Vero?

Madrid è grande, anzi monumentale a livello umano accogliente e vivace. C'ero già stato tempo fa con i miei e rivederla è stato un piacere. La fortuna in queste cose sta anche nel fatto di avere dei compagni di viaggio assai simpatici ma anche tutti dotati di una gran bella testa: in questo modo l'allegria diventa un modo di stare assieme, un gioco fine e ricco di sfumature, dove non c'è spazio per volgarità e banalità. Andrea, Giovanni, Maurizio, grazie per questo!

E adesso non vedo l'ora di riabbracciare i miei bimbi. Il papà stavolta porta le castanuela e lo JoJo griffato Barça... Con buona pace degli amici Blancos

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